Programmazione Neuro Linguistica

Abbiamo letto da più parti di alcuni personaggi che ci parevano poco affidabili che dicevano con orgoglio di avere qualcosa a che fare con una disciplina a noi ignota: La programmazione neuro linguistica (PNL).

Qui gatta ci cova, ci siamo detti. E abbiamo cercato informazioni in materia.

La pagina dedicata all'argomento su Wikipedia ha questa intestazione: "Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte alle verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Queste informazioni hanno solo un fine illustrativo: leggi le avvertenze."

Dall'articolo scopriamo che gli autori dietro a questa disciplina sono Richard Bandler e John Grinder, che l'hanno fondata negli anni 70. E leggiamo che le certificazioni di cui si fregiano i praticanti di questa disciplina non hanno alcun valore legale.

Cercando qualcosa di più sui fondatori, siamo incappati in quello che crediamo sia il sito italiano della corrente riconducibile a Richard Bandler, pnl.info, che ci ha offerto in gentile omaggio un estratto da un suo libro (PNL é libertà). Abbiamo cercato di leggere la dozzina di paginette ma, dobbiamo ammetterlo, nessuno di noi é riuscito nell'impresa. Una noia pazzesca. A qualcuno ha ricordato un libro new age (La profezia di Celestino) ma molto, molto peggio.

Alla fine di questa non agevole lettura c'é la pubblicità per il corso che il Bandler ci vuole vendere: tre giorni a Roma in sua compagnia (con il valido supporto di John La Valle e Alessio Roberti) per la modica somma di mille/millecinquecento euro (più IVA). La somma non é fissa, dipende da quando prenotiamo. Prima ci decidiamo, meno paghiamo. Ci pare un ovvio meccanismo per cercare di forzarci a prenotare senza informarci troppo per cosa stiamo pagando. Più tiriamo in là, più la cifra si alza.

Notiamo poi la massima del Bandler che viene messa a conclusione del papello: "Agisci come se tu fossi l'elemento che controlla la tua vita. Quando lo farai, allora lo sarai".

Ragioniamo: Bandler cerca di spingerci a iscriverci al suo corso. D'altro canto ci dice che dobbiamo essere noi a controllare la nostra vita. Se accettassimo di pagare per andare al suo corso, sarebbe lui ad avere il controllo.

Dunque se ci iscriviamo al corso del Bandler, andiamo contro alle indicazione del Bandler stesso. Da cui il nostro consiglio: non iscriversi. In realtà consiglieremo di non iscriversi in ogni caso, secondo noi ci sono molte altre attività alternative che meriterebbero la nostra attenzione.

Ma non abbiamo ancora capito cosa diamine sia questa benedetta PNL. Torniamo dunque su pnl.info e cerchiamo di capirne di più. Vediamo una serie di corsi e listini prezzi, sconti e offerte speciali. Abbiamo dunque l'impressione che lo scopo di questo sito sia venderci qualcosa. Le spiegazioni che, a fatica, troviamo ci sembrano fumose. É un atteggiamento, una metodologia, persino una tecnologia (!) nata dal frutto di anni di ricerche, ci si dice.

Ci aiuta, forse, la citazione di Bandler a fondo pagina secondo cui il succo della PNL sarebbe la libertà. E ci torna impellente l'impulso di esercitare la nostra libertà per stare lontani da questo ambiente.

Come forse si capisce, non siamo rimasti molto contenti della fazione Bandler italiana. Andiamo a vedere la fazione Grinder in Italia, che crediamo abbia il suo sito di riferimento in originalnlp.com.

Anche in questo sito ci pare che l'enfasi sia sul cercare di venderci la PNL, più che a farci capire cosa sia. Però dobbiamo ammettere che ci ha fatto una impressione migliore. Un po' di materiale da elaborare ce lo danno.

In pratica, da quel che capiamo, la PNL sarebbe una serie di tecniche per cavarcela nella vita. "La PNL ... ti fornisce un'esplicita metodologia per apprendere velocemente ... fornisce un esplicito insieme di strategie di eccellenza codificate".

Insomma, ci viene come il dubbio che Mauro Franco abbia preso la PNL e ne abbia fatto una versione campagnola. O, se vogliamo vederla dall'altro punto di vista, la PNL non sarebbe altro che un insieme di tecniche per far su chi ci é attorno, a cui viene data una rigorizzazione pseudoscientifica.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

L'articolo sulla PNL è senz'altro molto interessante, ma purtroppo lo ritengo incompleto e in alcuni casi privo di logica. Premetto che mi sono sempre interessato di PNL con un ottica molto critica, specialmente riguardo l'ambiente in cui vengono insegnate queste "tecniche" e i personaggi che le insegnano. Tuttavia, da psicologo, sono convinto che le basi teoriche dell'approccio della pnl siano molto interessanti. La PNL è un insieme di "tecniche di linguaggio" a vari livelli. Può essere molto utile in diversi campi d'applicazione, dalla terapia, alla vendita, alle relazioni interpersonali. E' fuori discussione il fatto che i corsi spesso rasentino la truffa per quanto riguarda la durata ed i prezzi. D'altro canto, una persona realmente interessata può tranquillamente studiare per conto proprio le basi teoriche, trattate su svariati libri. Ed eventualmente magari in un futuro seguire un corso con una maggiore cognizione di causa.
Una nota sull'argomentazione dell'articolo: scegliendo di frequentare un corso di PNL non andiamo necessariamente contro la nostra volontà (e quindi contro l'aforisma di Bandler). Evidentemente, ci siamo lasciati convincere a frequentarlo, ma è comunque la NOSTRA volontà, non ci ha obbligato nessuno. L'argomentazione dell'articolo presuppone che la nostra volontà sia in partenza negativa nei confronti della PNL. Questo è un atteggiamento illogico e fazioso. Ci sono tante critiche da fare alla PNL, tantissime. Ma per criticare ci vuole criterio, bisogna conoscere l'ambito della critica, e nelle argomentazioni bisogna essere logici.
Mi chiamo Arno, mi firmo anonimo perchè non ho un profilo google...
Saluti

spammit ha detto...

Ciao Arno, grazie per il tuo commento.

Ci dispiace che tu abbia trovato la nostra posizione illogica ma ci viene il dubbio che tu sia partito dalla presupposto che uno che frequenti un sito di pnl sia tendenzialmente ben disposto nei confronti della materia. Nel nostro caso, invece, ci siamo capitati con lo spirito di un entomologo che si trovi davanti una bestia non ben identificata. Con gli occhi ben aperti e pronti ad usare gli strumenti che ci mette a disposizione la nostra formazione culturale per interpretare quel che vediamo.

Dato questo punto di vista, la nostra reazione di diffidenza ci pare logica e per nulla faziosa.

Detto questo, siamo pienamente d'accordo con te quando critichi il post per la sua incompletezza. Ti saremmo grati se ci vorresti indicare (possibilmente via email) fonti a cui si possa fare riferimento nel web per approfondire la materia.

Anonimo ha detto...

Una reazione di diffidenza è logica e giustificata, anche io sono scettico riguardo molte questioni "piennellistiche". Tuttavia continuo a pensare che il vostro intervento sia poco logico. Ottica critica non significa negazionista, semplicemente secondo il mio punto di vista il vostro discorso non filava. Una delle cose più importanti che ho imparato sul pensiero di tipo scientifico è che non bisogna partire ne bendisposti ne maldisposti nei riguardi di un argomento. Ci sono tantissimi punti estremamente criticabili della pnl e l'aforisma di Bandler non mi sembra una buona base su cui partire.... comunque, le opinioni sono opinioni e si possono discutere fino ad un certo punto.
Vi sconsiglio vivamente di prendere parte ad uno di questi "fantastici" corsi senza aver letto "un minimo di bibliografia. E' un argomento molto vasto che parte da presupposti teorici molto complessi che vanno dalla sociologia alla psicologia alla linguistica. Per l'ambito sociologico consiglio la lettura di "verso un'ecologia della mente" di Gregory Bateson, noto sociologo e un-sacco-di-altre-coseologo che ha messo le basi teoriche per i successivi studi di Bandler, Grinder e del noto Mental Research Insitute di Palo Alto (molti dei temi della pnl sono stati trattati a livello accademico da questa scuola). Per l'ambito psicologico suggerisco i libri di Paul Watzlawick, specialmente "pragmatica della comuncazione umana" (il signore sopracitato è stato uno dei primi e più importanti ricercatori del MRI, e ha fondato una scuola anche in italia). Per quanto riguarda l'ambito linguistico è necessario leggere il trattato di fondazione della pnl "la struttura della magia" titolo provocatorio e poco serio che tradisce un testo che tratta la grammatica transformazionale in modo molto interessate, un po' specifico ma molto interessante. Quando avete letto questi tre libri potete avere una certa idea da dove nascano i presupposti della PNL e potrete avere la cognizione di causa per trarre il buono ed eliminare il "commerciale" da quello che si legge nei saggi divulgativi.
Ci sono tanti altri manuali interessanti, ma necessitano di queste letture per non essere "fraintesi".
Vi auguro buona lettura, sono tre libri molto belli, specialmente i primi due!
Vi saluto,
Arno

Diego ha detto...

Buongiorno a tutti,

seguo la PNL da un po' di tempo e per quanto sia cosciente che nelle mani (o meglio teste..) "sbagliate" possa essere "usata" in modo socialmente scorretto, tengo a sottolineare che i metodi proposti sono all'avanguardia del pensiero umano e null'altro fanno che ottimizzare le proprie qualità in funzione di qualsiasi necessità personale, senza parlare dei risultati ottenibili a scopo terapeutico.

Il mio parere sulla PNL è totalmente positivo ed invito chiunque ad informarsi, senza comprare troppo materiale magari..

un caro saluto a tutti,

diego

spammit ha detto...

Grazie a Diego per il commento.

Purtroppo, da quello che vediamo in giro, ci sembra che la PNL venga prevalentemente usata in modo socialmente scorretto.

Inoltre, il fatto che non sia riconosciuta né scientificamente né legalmente ci fa fortemente dubitare sulla sua serietà, e quindi diffideremo di uno psicologo che utilizzasse queste metodologie nella sua attività.

Concordiamo con te sul fatto che sia comunque una materia degna di approfondimento, se non altro a scopo di sapere cosa aspettarci da chi volesse usare queste tecniche.

Diego ha detto...

Per quanto riguarda la tesi del riconoscimento legale degli attestati o il parere dell'attuale regolamento scientifico, per darti una risposta soddisfacente servirebbe una tesi di laurea, non fatta da me.

Il dubbio sulla serietà, ovviamente lecito, a parer mio è superficiale e quindi poco interessante, ma non intendo giudicare le tue (o "vostre", per come ti esprimi) convinzioni.

Per uscire dalla questione, tengo a sottolineare come ho potuto apprezzare il lavoro di questo blog per le volte in cui l'ho visitato, al di là dell'articolo in discussione! ;)

diego

spammit ha detto...

Hai ragione, un commento non offre spazio sufficiente. Sarebbe bello se tu (e Arno, e chiunque si sentisse motivato a farlo) mettessi le tue idee sulla materia in un tuo sito e ci passassi un link da pubblicare in questo post.